Chi Sono

Chi sono realmente è un quesito che mi sono posta a lungo. Molte sono le persone che ho incontrato nel mio percorso di vita, che a loro volta hanno cercato di dirmi chi sono, come mi vedono o vorrebbero che io sia.

Mi chiamo Sabrina Conotter, sono un’artista e ho scelto di comunicare attraverso la mia arte: emozioni, pensieri e sogni, per poterli condividere in libertà, quella che molti hanno tentato di negarmi e ho riconquistato grazie all’arte.

Da bambina, ho sempre trovato grandi ostacoli nel potermi esprimere artisticamente in maniera libera, sono certa che anche tu nella vita hai incontrato chi ha tentato di demolire i tuoi sogni o passioni, sai di cosa parlo!

Da quando ho memoria, disegno in maniera assidua corpi femminili, forse uno dei ricordi di privazione peggiori che ho, sono proprio le maestre dell’asilo che con fare giudicante, dicevano a mia madre che era vergognosa la mia attitudine a disegnare e riprodurre figure femminili. Prendevano i miei disegni e li strappavano davanti i miei occhi colmi di lacrime!

A casa mia madre giustificava sommariamente questi atteggiamenti di chi avrebbe dovuto educarmi, non danneggiarmi e negarmi libertà. Allo stesso tempo cercava di aggiustare il problema dandomi delle vecchie agende su cui disegnare a casa quello che volevo, visto che a scuola mi era impossibile senza subire l’ira delle maestre.

Inutile e scontato è dire che crescendo ho sempre adorato le lezioni di educazione artistica a scuola, ma quando è stato il momento di decidere per il mio futuro, non era nemmeno in discussione il fatto che io potessi frequentare l’istituto artistico.

Riecheggiano ancora oggi le parole di mia madre. “Tu frequenterai ragioneria come ho fatto io, se hai la passione per l’arte, la coltiverai come passatempo!”.

chi-sono-foto-artista

Era chiaro come la mia famiglia credeva che prima o poi quella mania di disegnare e dipingere corpi femminili sarebbe cessata.

Ho provato a lungo a compiacerli, a puntare su altre passioni come la recitazione, che mi portò nel tempo anche a doppiare film e piccole parti come attrice, a ruota anche una carriera come fotomodella.

Ma non volevo essere io a stare davanti all’obiettivo, non mi sentivo me stessa in quei ruoli. Approfittai però dell’attenzione dei media per portare al pubblico le mie opere grazie alla mia nomina come attrice protagonista di una discussa docu-fiction.

Con le mie prime mostre personali trovai ancora un pubblico giudicante: una bella ragazza non poteva contemporaneamente fare la fotomodella/attrice e diventare anche una brava pittrice, addirittura c’era chi metteva in dubbio il fatto che io dipingessi realmente le opere: ipotizzava che pagassi qualcuno che lo facesse per me! Una vera assurdità!

Venivo definita una bella e vuota ragazza maliziosa, una femme fatale con il solo obiettivo di trovare un ricco uomo d’affari che mi mantenesse. Grazie a tutta questa cattiveria gratuita ed invidia, persi anche il lavoro come impiegata che mi permetteva di mantenermi, ovviamente a causa dell’invidia di una donna, mia superiore, che si vedeva messa in seconda luce dalla mia figura e personalità.

Nel palazzo della Regione una mia mostra veniva censurata: quelle donne, forme sinuose ben lontane dalla volgarità, attiravano gli occhi indiscreti delle prestigiose scrivanie del palazzo meglio di sirene. Del resto ho sempre sostenuto che se vedi dello sporco nelle mie opere, evidentemente lo sporco è nei tuoi occhi, non su di esse! Era troppo per me, non volevo più vivere in una città che denigrava così la mia arte, quindi decisi di portarla altrove, dove veniva finalmente valorizzata.

Mi reinventai, viaggiai per un anno intero: Miami, Milano, Kenya, Roma e tanti altri luoghi senza mai fermare la mia produzione artistica, concorsi ed importanti mostre ogni mese si succedevano, ma tornai a vivere a Trento a causa di un brutto intervento al piede, e qualcosa in me si ruppe.

Ci furono dei cambiamenti drastici anche nella mia tecnica pittorica, mi dedicai esclusivamente alla pittura ad olio, sempre di soggetti femminili, ma solo in bianco e nero.

Conoscendo l’ostilità della mia terra verso la mia arte, decisi fatalmente nel 2014 di sospendere le mostre d’arte e la mia produzione artistica.

L’idea di fare la ragioniera a vita non mi entusiasmava, mi permetteva di vivere decorosamente certo, ma non era ciò che volevo per la mia vita!

Così iniziai nel 2015 a studiare intensamente marketing, nel 2017 aprii p.iva grazie alle mie conoscenze di gestione aziendale ed iniziai a lavorare come consulente in diverse aziende.

Mi resi conto che il mondo dell’arte era cambiato, che finalmente online potevo raggiungere chi sostiene la mia arte, chi ne è fine estimatore e custode, chi come te ne apprezza la vera essenza e vuole condividere queste emozioni insieme a me senza limiti, in tutta libertà!

Così a metà del 2019, anno di rinascita e ripresa dei miei progetti personali, la mia produzione artistica è ripresa, con opere d’arte sempre più irriverenti, ironiche ed ovviamente sensuali, con la volontà di entrare nella tua casa, nella tua intimità con tutta la privacy che una galleria online ti sa assicurare.

La Tecnica

Come già anticipato, nella mia vita artistica tra il 2013-2014, la tecnica pittorica ha subito un cambiato radicalmente.
Dopo la lunga esperienza con il colore acrilico che mi ha accompagnato sin dai primi lavori, ho sentito l’esigenza di sperimentare ed approfondire la conoscenza dei colori ad olio.
Complice il Maestro Stefano Solimani, al quale devo molto, grazie ai suoi preziosi consigli sulla tecnica, mi sono appassionata soprattutto alla tecnica pittorica delle velature.

Queste tecnica prevede la stesura di un finissimo strato di colore sopra ad un altro steso precedentemente e già asciugato. La trasparenza dovuta allo strato finissimo di colore fresco, permette al tono sottostante di trasparire e regalare sfumature inaspettate.

Tecnica nel tempo abbandonata da molti artisti a causa dei lunghi tempi di asciugatura e realizzazione delle opere stesse, rimane comunque la più performante per ottenere sfumature ricche e colori profondi.

Amata dai pittori fiamminghi, ma non di meno dai grandi maestri del Rinascimento quali Leonardo, Tiziano, Michelangelo ed ancora Raffaello per citare i nomi più conosciuti, tutt’oggi questa antica tecnica, tuttavia, trova ancora interpreti. Una sfida accettata per portare avanti una tradizione, ma soprattutto per il sublime risultato finale derivato dalla sua applicazione.

Questo spiega come, nonostante l’esistenza di prodotti per accelerare il processo di asciugatura delle opere, i tempi di realizzazione siano medio-lunghi.
La mia stessa produzione di opere è per questo motivo limitata ed esclusiva, si tratta di opere uniche, non in serie, per garantirne la massima qualità!

Sabrina-Conotter-tecnica
Sabrina-Conotter-statement

Statement

La mia ricerca artistica parte dalla donna, dal pregiudizio verso di essa, che non parte solo dall’uomo, ma anche dalla donna stessa.

Libertà negate, sessualità repressa, perbenismo, ecc… perché non è bene che una donna possa decidere con chi stare, chi amare o come comportarsi.
Limiti mentali che hanno condizionato in passato, ma anche ai giorni nostri le donne di tutto il mondo, indifferentemente dall’età e dall’etnia!

Raffigura donne, parte di quei corpi che vengono giudicati, ritenuti scandalosi o non adeguati. La mia è una sfida aperta al coraggio di esporre la propria intimità, sentimenti, senza la paura del giudizio altrui, anche con ironia.

Nasce così lo stile di ART FOR GENTLEMEN, per uomini, ma non solo, che si sentono liberi di godere della vista di quei corpi femminili senza giudizio, senso del pudore e noiose idee antiquate, per le quali è una vergogna una donna disinibita.

Queste opere sono manifesto della libertà di ognuno di noi di esprimersi senza vincoli, freni inibitori!